VOGLIA DI '80

Noi che il Ciao si accendeva pedalando...

Chi era il più figo, Anthony, Terence o il Principe della Collina?







Eterna domanda per le ragazze anni '80. Chi era il più figo, il biondo Anthony cui piacevano le rose ed andare a cavallo, il tenebroso Terence bello e dannato o l'etereo Principe della Collina della Casa di Pony, che poi si rivelò essere Albert?

Tolto il fatto che Anthony fà una brutta fine e che alla fine Candy non se la dirrà fino in fondo con nessuno dei tra, pur andandoci molto vicina. Anthony, Terence ed il Principe della Collina hanno rappresentano bene un ideale di fidanzato per migliaia di adolescenti italiane.

Il biondino quasi effemminato ma romantico e gentile? Il capellone ambito e sicuro di se ma un pò difficile da gestire? Oppure l'amore platonico e quasi irraggiungibile?

A voi le risposte anche se un idea ce l'abbiamo già.

Per quanto riguarda i maschi non c'è nemmeno bisogno del sondaggio, la vincitrice non può che essere la bomba sexy dai capelli blu: Lamu!!

La più grande rassegna dedicata al "noi che...."



- Noi, che le nostre mamme mica ci hanno visti con l'ecografia.
- Noi, che a scuola ci andavamo da soli e da soli tornavamo.
- Noi, che la scuola durava fino alla mezza e poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia (si, anche con papà).
- Noi, che eravamo tutti buoni compagni di classe, ma se c’era qualche bullo, ci pensava il maestro a sistemarlo sul serio.
- Noi, che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, mamma a casa te ne dava 2.
- Noi, che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
- Noi, che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta, tutti felici.
- Noi, che avevamo le tute lucide acetate dell’Adidas che facevano fico, ma erano pure le uniche.
- Noi, che la gita annuale era un evento speciale e nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
- Noi, che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su internet.
- Noi, che la vita di quartiere era piacevole e serena.
- Noi, che andare al mare nei sedili posteriori della 850 di papà o nella 1100 di nonno era una passeggiata speciale e serbiamo ancora il ricordo di un bagno “pulito” a Rimini o a Fregene.
- Noi, che alla Domenica andavamo sempre al ristorante, perché ogni papà poteva permetterselo, oppure i nonni ci portavano le “pastarelle”.
- Noi, che facevamo 4 mesi di vacanza al mare, da Giugno a Settembre.
- Noi, che non avevamo videogiochi, né registratori, né computer. Ma avevamo tanti amici lo stesso.
- Noi, che per cambiare canale alla TV dovevamo alzarci e i canali erano solo 2.
- Noi, che andavamo a letto dopo Carosello.
- Noi, che sapevamo che era pronta la cena perché c'era Happy Days e Fonzie.
- Noi, che guardavamo allucinati il futuro con “Spazio 1999”.
- Noi, che se la notte ti svegliavi e accendevi la TV vedevi solo il monoscopio Rai con le nuvole o le pecorelle di interruzione delle trasmissioni.
- Noi, che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
- Noi, che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
- Noi, che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più fico e che se anche andavi in strada non era così pericoloso.
- Noi, che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
- Noi, che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
- Noi, che giocavamo a nomi-cose-animali-città.
- Noi, che ci divertivamo anche facendo Strega-comanda-colori.
- Noi, che ci mancavano sempre 4 figurine per finire l'album Panini (celò, celò, celò, celò, celò, celò, mi manca!).
- Noi, che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa, ma che a quelli degli altri suonavamo e poi scappavamo.
- Noi, che compravamo dal fornaio pizza bianca e mortadella per 100 £ire (= € 0,050!) e non andavamo dal dietologo per problemi di sovrappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare.
- Noi, che bevevamo acqua dal tubo del giardino, non dalla bottiglia PET della minerale ed un gelato costava 50 £ire (pari a € 0,025!).
- Noi, che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la Bic.
- Noi, che sentivamo la musica nei mangiadischi sui 45 giri vinile (non nell’Ipod) e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos'è.
- Noi, che al cinema usciva un cartone animato ogni 10 anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro e solo di Disney.
- Noi, che non avevamo cellulari (c’erano le cabine SIP per telefonare) e nessuno poteva rintracciarci, ma tanto eravamo sicuri anche ai giardinetti.
- Noi, che giocavamo a pallone in mezzo alla strada con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
- Noi, che trascorrevamo ore a costruirci carretti per lanciarci poi senza freni, finendo inevitabilmente in fossi e cespugli.
- Noi, che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurio cromo, e più era rosso più eri fico.
- Noi, che giocavamo con sassi e legni, palline e carte.
- Noi, che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o c’è un francese-un tedesco-un italiano.
- Noi, che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
- Noi, che la Barbie aveva le gambe rigide.
- Noi, che il 1° Novembre era 'Ognissanti', mica Halloween.
- Noi, che l'unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.
- Noi, che il Raider faceva concorrenza al Mars.
- Noi, che a scuola le caramelle costavano 5 £ire.
- Noi, che si suonava la pianola Bontempi.
- Noi, che la Ferrari era Lauda e Alboreto, la McLaren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!
- Noi, che la penitenza era 'dire-fare-baciare-lettera-testamento'.
- Noi, che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
- Noi, che il Ciao e il Boxer si accendevano pedalando.
- Noi, che nei mercatini dell'antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo "guarda! te lo ricordi?" e poi sentiamo un nodo in gola.
- Noi, che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate e sorridiamo quando ce le ricordiamo.
- Noi, che vivevamo negli anni di piombo, in mezzo ad inaudite violenze per lotte sociali e di classe.
- Noi, che votavamo per i partiti della 1° Repubblica: MSI, DC, PRI, PLI, PSI, PCI, e non per 70 diversi gruppi dai nomi fantasiosi.
- Noi, che trovammo lavoro tutti e subito. E ci sposammo presto.

Noi, che siamo stati tutte queste cose e tanto altro ancora.

Vi ricordate le scarpe alte anni ‘80?




Le più popolari furono le Nike Air Jordan, che ebbero un successo strepitoso e finirono ai piedi di tutti, non solo degli amanti del Basket. Ma stavolta vogliamo parlare di un azienda che ebbe un grandissimo successo negli anni ’80 e praticamente inventò lo stile “street”.
Si tratta della Puma, azienda tedesca che dopo un periodo d’oro ha avuto qualche problema ma che di recente, ma che da circa 10 anni ha ritrovato lo stile ed il successo che merita.
Ultimamente, ancora grazie alla linea di successo delle sneakers anni 80 e grazie ad una fruttuosa collaborazione con Sergio Rossi, la Puma si è tolta ulteriori soddisfazioni. Fino alla creazione del Puma Phone che sarà lanciato proprio domani al Mobile World Congress di Barcellona di cui vogliamo mostrare il video di presentazione:

Madonna e la moda anni '80


Inutile negarlo, quando oggi vediamo come eravamo vestiti e come portavamo i capelli negli anni ’80 ci chiedevamo come facevamo ad avere un gusto tanto cattivo.
In realtà gli anni ’80 erano caratterizzati da una moda che aveva il suo perché. Louise Veronica Ciccone in arte Madonna, nostro indiscutibile mito, è probabilmente una delle artefici della moda femminile anni ’80. Il suo modo di vestirsi e di porsi, le sue calze strappate ed i monili di richiamo religioso, i suoi capelli parzialmente biondi unito al suo straordinario carattere sono stati i motivi che l’hanno resa un icona non solo per gli uomini ma anche per le donne. Il meglio l’ha dato nel periodo di Into the Groove che ricordiamo con una foto.

Giacche con gli spallini (detti anche “spencer” ed indossati anche dai maschi), camice con i farpali in stile “new romantic”, jeans Levis Strauss modello 501 spesso insaccati nel sedere, cinture el charro, felpe “Best Company” (rigorosamente infilate nei pantaloni) o con sotto una camicia rimboccata all’altezza della manica, capelli cotonati per le donne o lunghi dietro e davanti ma rasati lateralmente…sono cose che vi dicono qualcosa?
In realtà gli anni ’80 sono proprio unici, anche se traggono un po’ di vaga ispirazione dagli anni ’50 proprio come il grunge degli anni ’90 si ispira agli anni ’60. Il glamour è racchiuso in dettagli come gli scalda muscoli indossati sopra i jeans per le donne, i piumini senza maniche Moncler con barchette Timberland da paninaro, cravatte di cuoio da cow boy per il truzzo uomo, giacche vistose azzurre o arancioni con sotto una maglietta nera alla Don Johnson, ricami con i fiorellini ai jeans, magliette senza maniche e tonnellate di braccialettini di plastica ai polsi, scarpe converse o Air Jordan da basket ed altre robe chic che ormai sono impensabili.
Quelli erano i tempi gli uomini iniziavano a farsi le lampade (o magari si mettevano rimmel e cerone pur essendo etero) ed in cui le donne iniziavano a depilarsi sotto le ascelle con cura.
Insomma, se ci pensiamo bene, la moda anni ’80 aveva il suo perché e prima o poi ritornerà!

Quando imperversavano i ragazzi della terza C





Forse, diciamo la verità, sembravano più grandicelli ma i ragazzi del Liceo Leopardi di Roma che dal 1987 al 1989 piombarono nelle case degli Italiani con 33 episodi di grandissimo successo andati in onda su Italia 1 sono indimenticabili, a tal punto che esiste anche un fan club!
IL carismatico “Chicco” Lazzeretti ed il ciccione Bruno Sacchi (Fabrizio Bracconieri), Massimo Conti e Daniele Rutelli….la dark Benedetta Valentini e la riccona Sharon Zampetti (la figlia del baffuto industriale Milanese Commendator Cosimo Zampetti), poi ancora lo stralunato Woodstock e le secchione della classe Elias e Tisini.

I ragazzi della terza c erano una vera classe degli anni ’80, stressati per l’arrivo degli esami ma combattuti dalla voglia di fare casino. L’ambientazione era stupenda perché riproduceva alla perfezione ciò che a tutti noi è accaduto in quel periodo. Il professore cattivo come il “Voiello”, quello d’Italiano. Totip, ossia il gestore del bar del dopo scuola. Ciro il cartolaio e così via.
Belle anche le sigle con quella molto disco anni ottanta di apertura, "Fire Lady" di Christal, e quella di chiusura Un Giro Nel Cuore" . Ma molto più celebre fu la sigla della seconda serie "Studiare in jeans", in cui si diceva che studiare in jeans “c’est plus facile, come il celebre slogan della pubblicità della San Pellegrino in onda in quegli anni.
Come spesso accade però pochi dei protagonisti dei Ragazzi della Terza C hanno sfondato. Solo Massimo Reale (Woodstock) ha una vera carriera cinematografica mentre il rosso talentuoso Fabrizio Bracconieri, in versione dimagrita, è da anni “aiutante” di Rita Dalla Chiesa in Forum.
Discorso diverse per alcuni celebre comparse come Pino Insegno e Roberto Ciufoli della premiata ditta o perfino Sabrina Ferilli che appare in un episodio come ballerina brasiliana dall’accento Sardo, o anche Maurizio Mattioli che interpreta uno dei gorilla della bionda Sharon Zampetti.
Forse non tutti sanno che il telefilm doveva essere affidato a Neri Parenti che lasciò per incomprensioni con la scelta di un attore e che durante una trasferta a Tropea, per la realizzazione del primo episodio della terza serie, l'aereo che trasportava il cast rischiò di precipitare.
Ecco qui un piccolo ricordo:

Den Harrow Bad Boy




















Quando negli anni ottanta i dischi in vinile da 45 giri costavano appena mille lire (e vedete un pò quanto possono costare adesso!!), c’erano diversi cantanti dance che per far fortuna di spacciavano per stranieri.
Oggi vogliamo parlare di due tipi che hanno veramente spopolato sicuramente grazie al loro talento ma forse anche ad un pizzico di sfacciataggine. Il primo, classe 1962, è di Nova Milanese e si chiama Stefano Zandri, meglio conosciuto come Den Harrow. Tornato recentemente alla ribalta all’Isola dei Famosi, demolendo la sua immagine anni ’80 di figo da discoteca, Den Harrow è un prodotto di due deejay milanesi che rispondono al nome di Roberto Turatti e Michele Chieregato.

Den Harrow si finge Americano e parla poco, anzi…non canta neanche. Si perché i suoi più grandi successi che gli fanno vincere addirittura il disco di platino sono tutti i play back e cantanti comunque da Italiani.

La sua discografia è imponente ed il suo successo è galattico. Inizia nel 1983 a 21 anni con To Meet me e dopo esplode con Mad Desire. Il suo look tipico anni ’80 fatto di occhi trucchiati, lucida labbra ai limiti del rossetto e capelli laccati biondi lo rendono una icona pop a livello internazionale. I suoi brani sono banali ma molto ritmati e il successo va avanti con brani come Charleston, Catch the Fox, Overpower e Born to Love. Lui continua a cantare imperterrito ma finiti i magici anni ’80 cade nel dimenticatoio.
A nostro avviso è un artista ben diverso Paul Mazzolini, in arte Gazebo. Nato a Beirut in Libano almeno ha una madre americana nonostante oggi tradisca un accento un po’ Romano.
Gazebo, come anche Ryan Paris (Fabio Roscioli del grandissimo hit La Dolce Vita) gioca molto sul suo background internazionale fatto di silenzi durante le interviste e di visi ammiccanti.
Nel 1983 Gazebo ottiene un successo a dir poco strepitoso con tre brani stupendi e melodici, si tratta di Lunatic, Masterpiece e del leggendario I Like Chopin. Gazebo è talentuoso e va avanti bene per alcuni anni con Telephone Mama e Sun goes down on Milkyway. Il suo successo è enorme ma dura poco purtroppo, come Den Harrow è troppo legato agli anni ’80 e finisce ben presto con il diventare una caricatura di quel periodo nonostante il suo indubbio talento che oggi riscopriamo.
Non c’è niente da fare, gente come Den Harrow e Gazebo oggi mancano alla musica Italiana!

Il Catch, quando il re del wrestling era Tiger Musk



Noi ragazzini degli anni '80 vedevamo il vero wrestling, mica quello lento e sanguinoso made in usa.


Allora si chiamava Catch ed era tutta una questione di tecnica, agilità e mosse spettacolari come il laccio californiano, spaccaschiena e calci rotanti.
Era stato Tony Fusaro a farci conoscere questo spettacolare sport semi competitivo ma molto agonistico.
Il più grande era senza dubbio Tiger Musk, il ginnasta dalla maschera bianca era un atleta incredibile ed in grado di volare in aria. Solo 1,73 ma grande tecnica e forza fisica per l'eroe giapponese il cui vero nome era Satoru Sayama. Poi l'enorme Antonio Hinoki, 191 kg di muscoli ma anche tanta tecnica. Anche Tatsumi Fujinami, Animal Hamaguchi ed il colossale Andre the giant devono essere menzionati....gente che faceva divertire e si divertiva.


Eppoi c'era lui, il biondo Hulk Hogan. Colui il quale esportò il wrestling negli Stati Uniti facendolo diventare un business milionario. Forse il più grande interprete di questo strano show sportivo.

Ma il catch era un'altra cosa.....

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